Trama

“N-non mi ma-mangi! Per favore…”

Il giovane David, dopo aver sorpreso Sentimento (un ragnometto) nella sua stanza, viene catapultato nel mondo Dilà alla ricerca di Ragione, una fata caduta prigioniera dal malvagio reggente di quel mondo. Dovrà unirsi a una banda di scalcinati ribelli e correre tra vermi millenari e gufi ancestrali, per salvarla e sconfiggere il Re Tenebra.

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Mi chiamo Pietro Rotelli, e sono nato nel 1975. Faccio il grafico e il disegnatore. Negli anni sono anche diventato fumettista dando vita a personaggi come Tunder Tardo e affinando la tecnica di letterista. Ho pubblicato (e pubblico tutt’ora) racconti e illustrazioni apparsi su varie testate stampate ed online e sono fondatore del collettivo artistico Ronin.

Mi piace molto sperimentare e mescolare i generi, e comunque – alla fine – è sempre tutto un pretesto per raccontare storie ed intrattenere.

Notturno è il mio primo romanzo breve.

Per sostenere e seguire David, il ragnometto e tutta l’allegra (più o meno) brigata di Notturno, puoi seguirmi su:

Preview

Le prime quattro pagine e la mappa del mondo Dilà.

  • Pagina 1
  • Pagina 2
  • Pagina 3
  • Pagina 4
  • Dilà

Tardi.

Era già tardi e sicuramente non avrebbe giovato a nessuno se si fosse fermato a comprarsi un pacchetto di sigarette, e fu anche per questo motivo che lo fece: ne aveva pieni i coglioni di fare ciò che era conveniente e consigliato. 

Aveva passato tutta la serata a rincorrere situazioni al limite del ridicolo senza che poi niente si portasse a compimento, ed era stanco e triste. Sicuramente anche il fatto di non essere un cuor di leone e faticare a lanciarsi nelle situazioni o a uscire dalla propria zona sicura non lo incitava a ravvivare la situazione. La vita era una merda e quel venerdì sera non aveva certo fatto eccezione.

Aprì il pacchetto e si accese una sigaretta per noia più che per voglia: non era un granché neanche come fumatore, oscillava tra le tre e le quaranta al giorno, dipendeva solo da quanto sovrappensiero riusciva a stare. Le sigarette erano soprappensiero o noia, raramente erano appaganti. Si girò a guardare la strada in notturna. La luce gialla di un faro stava illuminando un ubriaco che pisciava contro la recinzione di un giardino, poco lontano da un mucchio di cassette della frutta appoggiate fuori da un cassonetto. Sbuffò e si girò un poco di lato, verso destra, distrattamente, e vide un movimento strano (o almeno, gli parve di vederlo): come una specie di lucciola, una striscia luminosa solo intuita che spariva velocemente dietro un angolo poco illuminato.

Rimase così, inebetito, fissando quell’angolo chiedendosi se effettivamente l’avesse vista o se fosse solo stanco. E fu con questo dubbio che rimontò in sella alla sua bicicletta e si diresse verso casa.

Davanti al portone si mise a cercare le chiavi di casa frugando nella borsa e nelle tasche. Non capiva come fosse possibile essere 

Notturno

di Pietro Rotelli

 Il rumore si era zittito, lasciando il posto a un silenzio tanto totale quanto innaturale. 

“N-non mi ma-mangi! Per favore…”

La voce proveniva da sotto il letto, dai due puntini luminosi. Era un sussurro ed era impastato di terrore.

“La prego, signore: non mi mangi!”